Classe energetica dei condizionatori: come risparmiare in bolletta

MADDALENA LODATO • 14 maggio 2026

Quando si acquista un nuovo climatizzatore, il prezzo d'acquisto è solo una parte del costo totale. 

Il vero risparmio (o la vera spesa) si vede nel tempo, attraverso i consumi elettrici. Ecco perché conoscere la classe energetica di un condizionatore è fondamentale per fare una scelta consapevole e ridurre l'impatto in bolletta.

Cos'è la classe energetica

La classe energetica è un'etichetta che indica, su una scala che va dalla più efficiente (A+++) alla meno efficiente (D o inferiore), quanto un apparecchio consuma rispetto alle sue prestazioni. Per i climatizzatori, l'etichetta energetica europea riporta due valori distinti:

  • Classe in raffreddamento: l'efficienza durante il funzionamento estivo
  • Classe in riscaldamento: l'efficienza durante il funzionamento invernale (per i modelli a pompa di calore)

Un climatizzatore può quindi avere, ad esempio, classe A+++ in raffreddamento e A++ in riscaldamento.

SEER e SCOP: gli indici da conoscere

Oltre alla lettera della classe, due sigle sono fondamentali:

  • SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio): misura l'efficienza stagionale in modalità raffreddamento. Più alto è il valore, meno energia viene consumata per produrre la stessa quantità di freddo.
  • SCOP (Seasonal Coefficient of Performance): stesso principio, ma riferito al riscaldamento.

Un climatizzatore con SEER pari a 8 consuma significativamente meno di un modello con SEER pari a 5, anche a parità di potenza nominale.

Quanto si risparmia davvero

Facciamo un esempio concreto. Un climatizzatore di fascia media usato per circa 1.000 ore l'anno (uso moderato durante l'estate) può consumare:

  • Classe D/E: circa 350-400 kWh annui
  • Classe A++: circa 200-250 kWh annui
  • Classe A+++: circa 150-180 kWh annui

Con un costo medio dell'energia elettrica intorno a 0,25-0,30 €/kWh, la differenza tra un modello vecchio e poco efficiente e uno di ultima generazione può tradursi in un risparmio di 50-80 euro all'anno solo sul raffreddamento estivo. Se il climatizzatore viene usato anche per il riscaldamento durante le mezze stagioni, il risparmio complessivo può essere ancora più significativo.

Altri fattori che influenzano i consumi

La classe energetica è importante, ma non è l'unico elemento da considerare:

Tecnologia inverter: i climatizzatori inverter modulano la potenza in base alle necessità reali, evitando gli sprechi tipici dei modelli a velocità fissa che si accendono e spengono continuamente.

Dimensionamento corretto: un'unità troppo piccola lavorerà sempre al massimo senza mai raggiungere la temperatura desiderata, consumando di più e usurandosi prima. Un'unità troppo grande, invece, si accenderà e spegnerà frequentemente, sprecando energia. Un dimensionamento accurato in base ai metri quadri, all'esposizione e all'isolamento della stanza è essenziale.

Manutenzione regolare: anche il climatizzatore più efficiente perde rendimento se i filtri sono sporchi o se il gas refrigerante non è alla pressione corretta. La manutenzione periodica mantiene le prestazioni dichiarate in etichetta.

Temperatura impostata: ogni grado di differenza rispetto alla temperatura esterna incide sui consumi. Impostare il termostato a 25-26°C in estate, invece di 20°C, riduce sensibilmente il carico di lavoro del compressore.

Vale la pena investire in un modello di classe alta?

Nella maggior parte dei casi sì. La differenza di prezzo tra un climatizzatore di classe media e uno di classe A+++ si ammortizza generalmente in pochi anni grazie al risparmio energetico, soprattutto per chi utilizza il climatizzatore per molte ore al giorno o per più stagioni (raffreddamento e riscaldamento). Inoltre, i modelli più efficienti spesso offrono anche un funzionamento più silenzioso e una migliore qualità dell'aria.

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La domanda che sorge spontanea a tutti i “non addetti ai lavori” è: che cos’è una caldaia a condensazione? La caldaia a condensazione non è altro che una caldaia ad acqua calda che sfrutta la condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico che avviene al suo interno. In questo modo il calore dei fumi di scarico ed il vapore acqueo diventano l’energia che alimenta il riscaldamento a gas. É chiaro che questo meccanismo alleggerisce le spese di riscaldamento e diminuisce in maniera notevole l’impatto ambientale rispetto alle caldaie tradizionali. Queste ultime, infatti, utilizzano solo una parte del calore dei fumi di combustione (con una conseguente dispersione nell’atmosfera, attraverso il camino, del vapore acqueo e del calore creato) perché la loro condensazione creerebbe dei danni considerevoli compromettendo il funzionamento della caldaia stessa. Il calore dei fumi di scarico recuperato viene utilizzato invece dalla caldaia a condensazione per preriscaldare l'acqua di ritorno dall'impianto termico: la temperatura minore dei fumi di scarico a vantaggio di una temperatura maggiore per l’acqua in ingresso permette l’utilizzo di meno calore per il ritorno di questa alla temperatura di esercizio e, aumentando il rendimento di combustione, consente una riduzione delle emissioni di NOx e CO. Dal 2015 le caldaie tradizionali sono considerate non a norma e sono quindi fuori produzione. Scegliere una caldaia a condensazione sembra davvero la soluzione migliore per risparmiare sulle spese di riscaldamento. Ed in effetti i vantaggi di una caldaia a condensazione sono parecchi: Le caldaie a condensazione sono di classe energetica A e permettono di accedere alla detrazione fiscale 2018 (50% o 65% se abbinati a sistemi di termoregolazione evoluti); L’ottimizzazione dei consumi che deriva dal funzionamento a condensazione garantisce un risparmio fino al 30% sulla bolletta ed un rendimento maggiore. Il risparmio che la scelta di una caldaia a condensazione offre a chi la acquista si trasforma così in un piccolo investimento che permette di recuperare il costo della caldaia in soli 4/5 anni; I componenti altamente tecnologici che caratterizzano le caldaie a condensazione, come la sonda che misura la temperatura esterna e ne permette la regolazione climatica, con un conseguente miglioramento dell’efficienza dell’impianto che lavora in base alle condizioni esterne, le rendono estremamente innovative. In alcuni casi è anche possibile monitorare e gestire il funzionamento dell’impianto da remoto, grazie ad un’App da installare sullo smartphone o sul tablet; Ultimo vantaggio in lista, ma sicuramente quello più importante, è l’impatto sull’ambiente: le caldaie a condensazione sono ecologiche e consentono di ridurre le emissioni di sostanze nocive, quindi l'impatto ambientale. Il sistema che sfrutta i fumi di scarico delle caldaie a condensazione per riscaldare l’acqua del circuito permette un abbattimento della temperatura dei fumi e assicura basse emissioni di inquinanti come NOx e CO2, nel pieno rispetto dell’ambiente.