Impianto di riscaldamento
Officina Lodato • 7 gennaio 2020
Impianto di riscaldamento

Un impianto di riscaldamento è un impianto termico utilizzato per la produzione e distribuzione di calore.
Il termine impianto di riscaldamento è usato per indicare il riscaldamento di edifici civili adibiti ad abitazione o quali luoghi di lavoro.
Quando il riscaldamento viene erogato dagli stessi dispositivi che erogano anche aria fredda (ventilazione, umidificazione), viene utilizzato il termine impianto di climatizzazione.
La caratteristica di un impianto di riscaldamento è di generare calore e di trasferirlo nelle zone desiderate.
È possibile classificare gli impianti di riscaldamento per:
- Tipologia di combustibile o fonte di energia usata: carbone, gasolio, gas, legna, energia geotermica, solare o elettrica, teleriscaldamento
- dimensioni: impianti autonomi (una unità abitativa), impianti centralizzati,
- tecnologia di produzione e trasferimento del calore: convezione, irraggiamento, aria, acqua (vapore), ferro, alluminio, inerti (piastrelle, calcestruzzo).
- Efficienza e compatibilità con l'ambiente: valutate per emissioni co2, importo economico, efficienza.
Il metodo più diffuso per la generazione di calore è bruciare un combustibile fossile in una caldaia.
Il calore prodotto dalla combustione viene usato per riscaldare l'aria, l'acqua o il vapore, gli stessi sono successivamente convogliati a destinazione attraverso opportune condotte. Non è infrequente che l'impianto di riscaldamento sia abbinato all'impianto di produzione di acqua calda sanitaria ed entrambi condividano la stessa caldaia.
Il combustibile utilizzato: è possibile utilizzare una grande varietà di combustibili (legna pellet gas naturale carbone energia elettrica) tuttavia è importante rendersi conto dei costi e dei benefici che ogni scelta di combustibile comporta. Ad esempio per gli impianti di riscaldamento collocati in città è consigliato l’utilizzo del gas naturale poiché tale fonte di energia è facilmente reperibile e di costo inferiore rispetto alle altre. La scelta dl combustibile è ulteriormente importante considerando le nuove normative che prediligono fonti di energia rinnovabile, alcuni combustibili fossili tenderanno a sparire (es. carbone, gasolio), a favore di energia solare, gas, o legna.
La dimensione e il numero degli ambienti da scaldare: per trasferimenti di calore a distanze brevi può essere sufficiente usare l'aria calda, ma per grossi impianti è più l’utilizzo dell’acqua calda o il vapore.
Un impianto che usa l'acqua calda per il trasporto del calore, in genere include:
Impianto a piastre radianti
È analogo ad un impianto a radiatori o caloriferi. Tuttavia le piastre radianti, a differenza dei tradizionali caloriferi, operano anche a temperature al di sotto dei 50 °C. Ciò permette di sfruttare al meglio le potenzialità delle sorgenti energetiche e di risparmiare energia. Le piastre radianti possono anche essere utilizzate per il raffrescamento e quindi per la climatizzazione estiva. Ciò viene fatto alimentando le piastre con acqua fredda proveniente da una sorgente termica
Impianti a circolazione naturale a radiatori o caloriferi
Questo tipo di impianto, perlopiù bitubo, veniva usato quando ancora la pompa per la circolazione dell'acqua non esisteva, e sfrutta il principio fisico per cui l'acqua calda tende a muoversi verso l'alto richiamando l'acqua fredda dai radiatori più lontani.
Impianti a pavimento
La circolazione dell'acqua avviene su un impianto collocato sul pavimento e coperto dalla superficie di calpestio. Attraverso un tubo disposto in modo da coprire possibilmente tutta la superficie di ogni locale, si fa passare acqua calda (in media da 35-40 gradi C.) che a sua volta riscalda massetto ed il pavimento, con una massima superficie consigliabile di 40m2. Il calore viene scambiato attraverso irraggiamento alle superfici verticali ed il soffitto e per effetto secondario l'aria. Un impianto a pavimento, detto anche "a pannelli radianti", innalza la temperatura media delle superfici e di conseguenza con la stessa temperatura operativa, di comfort, si può mantenere la temperatura dell'aria più bassa. L'impianto a pavimento è più efficiente di impianti a convezione e portano ad un risparmio min. del 10% a parità di edificio riscaldato, ma di contro ha un costo elevato di installazione nonché di manodopera per la manutenzione.
Vapore
Gli impianti che fanno circolare il vapore sono simili a quelli con acqua caldaia tuttavia la componentistica dell'impianto deve essere tarata su temperature e pressioni molto più elevate.
Aria
Nei sistemi dove si utilizza l'aria calda, il riscaldamento può essere effettuato, ad esempio, con un termoconvettore costituito da una fonte di calore (focolare, stufa, resistenze elettriche, pompa di calore) e ventole, oppure attraverso dei tubi. Il riscaldamento dell'aria è un sistema usato spesso nei grandi spazi delle fabbriche o dei capannoni. Nei locali ristorante o mensa spesso si osserva l'uso di tubi di stoffa con dei forellini per la diffusione del calore, sospesi vicino al soffitto.
Pannelli o superfici radianti ad accumulo
Dove vi è una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, si adopera con successo la tecnica dell'accumulo giornaliero e il rilascio notturno, ad esempio strutturando i muri della casa in modo che assorbano notevoli quantità di calore dal sole per poi rilasciarlo dopo il buio.
Struttura e dimensione degli impianti
Impianti di riscaldamento centralizzati
Negli impianti di riscaldamento centralizzati con una sola macchina si può riscaldare un intero edificio. Di contro, la gestione di un impianto di grandi dimensioni richiede la conciliazione dei diversi usi del sistema nei singoli locali.
Termoregolazione e contabilizzazione del calore
Le valvole termostatiche, installate su tutti gli elementi, permettono di regolare in maniera personalizzata la quantità di calore da confluire su ciascun elemento.
Alcuni impianti dispongono di un contatore in grado di ripartire i consumi per ogni singola unità immobiliare.
A partire dal giugno 2017 la contabilizzazione del calore è obbligatoria per tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati in tutta l'Italia (Dlgs 102/2012 e s.m e i.).
Distacco dall'impianto centralizzato
A partire dall'entrata in vigore della Legge 220/2012, per distaccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato non è più necessaria la delibera assembleare: è sufficiente dimostrare che dal distacco non derivino "notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini".
Il condomino che si distacca partecipa, tuttavia, alle spese di manutenzione straordinaria e di messa a norma.
Considerazioni ecologiche e di efficienza energetica
La necessità di un impianto di riscaldamento in un clima temperato è giustificata spesso dallo scarso isolamento termico dell'edificio. Nel concetto della "casa passiva" o della casa ad alta efficienza energetica si realizza l'idea che una casa può essere progettata e realizzata per mantenere un microclima interno confortevole anche senza un vero e proprio impianto di riscaldamento.
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La domanda che sorge spontanea a tutti i “non addetti ai lavori” è: che cos’è una caldaia a condensazione? La caldaia a condensazione non è altro che una caldaia ad acqua calda che sfrutta la condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico che avviene al suo interno. In questo modo il calore dei fumi di scarico ed il vapore acqueo diventano l’energia che alimenta il riscaldamento a gas. É chiaro che questo meccanismo alleggerisce le spese di riscaldamento e diminuisce in maniera notevole l’impatto ambientale rispetto alle caldaie tradizionali. Queste ultime, infatti, utilizzano solo una parte del calore dei fumi di combustione (con una conseguente dispersione nell’atmosfera, attraverso il camino, del vapore acqueo e del calore creato) perché la loro condensazione creerebbe dei danni considerevoli compromettendo il funzionamento della caldaia stessa. Il calore dei fumi di scarico recuperato viene utilizzato invece dalla caldaia a condensazione per preriscaldare l'acqua di ritorno dall'impianto termico: la temperatura minore dei fumi di scarico a vantaggio di una temperatura maggiore per l’acqua in ingresso permette l’utilizzo di meno calore per il ritorno di questa alla temperatura di esercizio e, aumentando il rendimento di combustione, consente una riduzione delle emissioni di NOx e CO. Dal 2015 le caldaie tradizionali sono considerate non a norma e sono quindi fuori produzione. Scegliere una caldaia a condensazione sembra davvero la soluzione migliore per risparmiare sulle spese di riscaldamento. Ed in effetti i vantaggi di una caldaia a condensazione sono parecchi: Le caldaie a condensazione sono di classe energetica A e permettono di accedere alla detrazione fiscale 2018 (50% o 65% se abbinati a sistemi di termoregolazione evoluti); L’ottimizzazione dei consumi che deriva dal funzionamento a condensazione garantisce un risparmio fino al 30% sulla bolletta ed un rendimento maggiore. Il risparmio che la scelta di una caldaia a condensazione offre a chi la acquista si trasforma così in un piccolo investimento che permette di recuperare il costo della caldaia in soli 4/5 anni; I componenti altamente tecnologici che caratterizzano le caldaie a condensazione, come la sonda che misura la temperatura esterna e ne permette la regolazione climatica, con un conseguente miglioramento dell’efficienza dell’impianto che lavora in base alle condizioni esterne, le rendono estremamente innovative. In alcuni casi è anche possibile monitorare e gestire il funzionamento dell’impianto da remoto, grazie ad un’App da installare sullo smartphone o sul tablet; Ultimo vantaggio in lista, ma sicuramente quello più importante, è l’impatto sull’ambiente: le caldaie a condensazione sono ecologiche e consentono di ridurre le emissioni di sostanze nocive, quindi l'impatto ambientale. Il sistema che sfrutta i fumi di scarico delle caldaie a condensazione per riscaldare l’acqua del circuito permette un abbattimento della temperatura dei fumi e assicura basse emissioni di inquinanti come NOx e CO2, nel pieno rispetto dell’ambiente.

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